In questa pagina mettiamo a disposizione un modello delega ritiro carta d’identità WORD e PDF editabile da scaricare e stampare.
La delega per il ritiro della carta d’identità è l’autorizzazione con cui l’interessato (titolare del documento) incarica un terzo a ritirare materialmente la carta d’identità al suo posto, presso l’ufficio competente o al momento della consegna del plico. In Italia, nella quasi totalità dei casi, per “carta d’identità” oggi si intende la Carta d’Identità Elettronica (CIE), che viene prodotta dall’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato e poi recapitata con modalità tracciate (tipicamente raccomandata con firma alla consegna) oppure resa disponibile secondo la procedura prevista dal Comune o dal Consolato per i residenti all’estero. Proprio perché si tratta di un documento di identificazione personale, le amministrazioni applicano regole di consegna rigorose: la delega è ammessa, ma deve rispettare requisiti formali e, soprattutto, deve essere coerente con le modalità di consegna scelte e con le istruzioni dell’ente che rilascia.
Indice
Come Scrivere una Delega per Ritiro della Carta di Identità
Dal punto di vista giuridico, la delega è una forma di rappresentanza limitata a un singolo atto (il ritiro) e si inserisce nella logica generale dei rapporti con la Pubblica Amministrazione, dove l’identificazione dell’istante e la tracciabilità della sottoscrizione sono centrali. È utile richiamare il principio espresso dall’art. 38 del D.P.R. 445/2000, secondo cui istanze e dichiarazioni da presentare alla PA possono essere sottoscritte in presenza dell’addetto oppure sottoscritte e presentate allegando copia non autenticata del documento di identità del sottoscrittore, copia che viene inserita nel fascicolo.
Anche se la delega per il ritiro non è sempre qualificata tecnicamente come “istanza” in senso stretto, la prassi degli uffici anagrafe e dei consolati adotta lo stesso criterio: per consegnare un documento così sensibile a un terzo, l’ufficio deve poter verificare in modo ragionevole l’identità del delegante e del delegato e conservare una traccia documentale della consegna.
Il punto pratico più importante, spesso ignorato, è che per la CIE la delega deve essere gestita già nella fase di richiesta o comunque secondo le indicazioni operative dell’ente, non “all’ultimo momento” a discrezione del cittadino. Il sito ufficiale della CIE del Ministero dell’Interno, parlando delle modalità di recapito, precisa che “all’atto della richiesta, se necessario, [occorre] specificare un delegato al ritiro fornendone il nome e il cognome” e aggiunge che soltanto così il delegato potrà ritirare la CIE al posto del titolare; inoltre, per i minori di 14 anni (o per persona non abilitata al ritiro del plico) va indicato un delegato al ritiro.
Questo passaggio ha una conseguenza legale-operativa chiara: se non hai indicato il delegato nei modi e nei tempi richiesti, la consegna può essere rifiutata o non eseguibile, perché il sistema di recapito e la verifica dell’identità sono predisposti sulla base delle informazioni registrate al momento della richiesta.
Nella pratica quotidiana dei Comuni, la delega si presenta in due scenari ricorrenti. Il primo riguarda il recapito a domicilio tramite raccomandata: alcuni Comuni evidenziano che, essendo una consegna con firma, è possibile delegare un’altra persona al ritiro del documento indicando le generalità del delegato durante la registrazione presso l’ufficio.
In questo caso, la delega è funzionale alla consegna del plico da parte del vettore (Poste o soggetto incaricato) e deve essere coerente con il nominativo registrato. Il secondo scenario riguarda il ritiro presso l’ufficio (o il ritiro tramite sportello consolare): qui molti enti mettono a disposizione un fac-simile di delega e specificano che la persona delegata deve presentarsi con la delega firmata e con documenti di identità, allegando la copia del documento del delegante.
Per essere accettata, una delega deve essere specifica e identificativa. Specifica significa che deve indicare chiaramente che l’oggetto è il “ritiro della Carta d’Identità Elettronica” (o, se ancora applicabile nel tuo Comune, la carta d’identità in formato cartaceo) e, quando possibile, deve richiamare la pratica o almeno i dati utili alla ricerca (nome e cognome del titolare, data di nascita, Comune, eventuale protocollo o appuntamento). Identificativa significa che deve riportare le generalità complete di delegante e delegato, e gli estremi di un documento di riconoscimento; quasi tutti gli uffici richiedono inoltre di allegare la fotocopia del documento del delegante e che il delegato si presenti con il proprio documento originale.
È una richiesta comprensibile: l’ufficio deve dimostrare, se contestato, che ha consegnato la CIE a una persona collegata da un mandato scritto al titolare, e deve poter registrare a chi è stata consegnata.
Un profilo delicato, ma molto concreto, riguarda PIN e PUK. Con la CIE, il cittadino riceve normalmente parte dei codici in fase di richiesta e la parte restante insieme al documento (o con il plico). Se deleghi un terzo al ritiro, devi considerare che quel terzo potrebbe materialmente venire a conoscenza di informazioni sensibili (per esempio il secondo segmento del PIN). Dal punto di vista legale non è tanto un problema “di validità” della delega, quanto un problema di sicurezza e responsabilità: è opportuno delegare una persona di fiducia e, se possibile, richiedere che i codici restino in busta chiusa o che vengano consegnati direttamente al titolare quando l’ente lo consente. In assenza di indicazioni specifiche, la cautela pratica è semplice: tratta i codici come dati riservati e assicurati che vengano consegnati al titolare senza copie o divulgazioni.
La delega è particolarmente frequente per i minori e per soggetti che non possono ritirare direttamente. Il Ministero, come visto, richiama espressamente i minori sotto i 14 anni in relazione alla necessità di indicare un delegato al ritiro del plico.
Nei casi di minori o di persone sottoposte a tutela, curatela o amministrazione di sostegno, la “delega” si intreccia con i poteri del genitore o del rappresentante legale: l’ufficio può richiedere documentazione aggiuntiva che dimostri i poteri di rappresentanza (ad esempio provvedimenti del giudice o documenti di stato civile). In questi casi non è sufficiente una semplice delega firmata, perché la legittimazione a ritirare deriva dalla qualità di rappresentante legale; la soluzione corretta è attenersi alle richieste dell’ufficio e, se necessario, far intestare la delega al rappresentante che ha titolo.
È importante anche comprendere quali deleghe possono non essere accettate. La prima ipotesi è la delega “tardiva” quando il delegato non è stato indicato secondo le modalità richieste in fase di domanda e la consegna è già in corso: il vettore o l’ufficio possono rifiutare la consegna perché i controlli sono impostati su un nominativo diverso. Il secondo caso è la delega “generica”, che non identifica chiaramente il documento da ritirare o l’ufficio competente; questi documenti vengono spesso respinti perché non consentono di verificare la volontà del delegante in modo univoco. Il terzo caso è la delega priva di allegati documentali, quando l’ente richiede espressamente la copia del documento del delegante: la richiesta è coerente con la logica dell’art. 38 D.P.R. 445/2000 e con la necessità di inserire la copia nel fascicolo amministrativo.
Sul piano della privacy, la delega comporta quasi sempre la consegna di copie di documenti di identità, quindi un trattamento di dati personali. L’approccio corretto è quello della minimizzazione: consegnare solo ciò che l’ufficio richiede e usare canali sicuri se si inviano copie (ad esempio PEC o upload su portale istituzionale, se previsto). Dal lato dell’amministrazione, la copia del documento viene normalmente trattenuta per motivi di istruttoria e tracciabilità; dal lato del cittadino, è ragionevole chiedere che la copia sia utilizzata esclusivamente per le finalità di consegna e archiviata secondo le regole dell’ente. In molte procedure, la conservazione della copia nel fascicolo è espressamente prevista proprio dalla disciplina sulle istanze e sulle dichiarazioni.
Un’altra questione pratica riguarda la scelta tra consegna a domicilio e ritiro presso ufficio. Se prevedi di non essere presente nei giorni di consegna, la strada più ordinata è indicare sin dall’appuntamento un delegato, come richiamato dalle istruzioni ministeriali e da vari Comuni, così che la consegna sia coerente con i dati registrati.
Se invece sai che puoi coordinarti con un delegato solo all’ultimo momento, può essere più prudente scegliere una modalità di ritiro che consenta formalmente l’uso della delega secondo i moduli dell’ente (per esempio ritiro in Comune/Consolato quando previsto), perché in quel caso l’ufficio valuta la delega al momento della consegna. Molti enti pubblicano moduli dedicati proprio a questo scopo.
In termini di buona tecnica redazionale, una delega efficace include sempre: l’indicazione “DELEGA PER RITIRO CARTA D’IDENTITÀ (CIE)”; i dati del delegante e del delegato; il riferimento all’ente e all’ufficio (Comune/Consolato e sportello/ufficio anagrafe); la dichiarazione esplicita che il delegato è autorizzato a ritirare la CIE del delegante; la data e la firma del delegante; l’elenco degli allegati (copia documento delegante, eventuale copia documento delegato, eventuale copia della ricevuta di richiesta o appuntamento).
Quanto alle conseguenze di un ritiro effettuato dal delegato, è bene ricordare che la consegna “a delega” equivale, di regola, alla consegna al titolare: una volta che il documento è stato consegnato e registrato come ritirato, eventuali contestazioni successive (ad esempio “non l’ho mai ricevuto”) diventano più difficili, perché l’ufficio avrà un riscontro della consegna al delegato. Per questo è prudente che il delegato, al momento del ritiro, richieda che l’ufficio registri correttamente i suoi dati e che venga rilasciata o annotata una ricevuta di consegna secondo le prassi dell’ente. Se la consegna avviene tramite plico raccomandato, la firma di consegna svolge funzione equivalente di prova.

Modello Delega per Ritiro Carta di Identità Word
Il fac simile delega ritiro carta d’identità che si trova in questa sezione è disponibile in formato Word. Il file Doc può essere scaricato e stampato per la compilazione, in modo da inserire i dati necessari prima di effettuare la stampa.
Modulo Delega per Ritiro Carta d’Identità PDF Editabile
Di seguito viene messo a disposizione un modulo delega ritiro carta d’identità PDF editabile da compilare con i dati indicati in precedenza.